Stranger Things

Stranger Things: i punti di forza della serie

21 luglio 2016, In: News

Stranger Things è la nuova serie originale targata Netflix  e porta la firma dai gemelli Duffer.
Se non le avete ancora prestato un po’ di attenzione, vi diamo qualche anticipazione: questo show vi catturerà, così come ha fatto già con moltissimi spettatori.

Il successo di Stranger Things si deve a un fatto oggettivo: si tratta di una serie tv di qualità.
Si profila, poi, come un prodotto assolutamente originale nell’impostazione: lo storytelling più classico conduce lo spettatore a un nuovo modello di narrazione che è davvero sui generis.
Lo show si presenta, infatti, come una serie di vicende e storie che si compensano e si compenetrano, essendo però cucite tra loro talmente bene che il loro flusso si presenta senza soluzione di continuità.
Tra questi ritagli e scampoli è possibile trovare di tutto: dalle atmosfere anni ’80 di capolavori di Steven Spielberg (come E.T., I Goonies e Poltergeist) a pellicole come Stand by Me di Rob Reiner.
Possiamo dire che la serie porti all’esasperazione la tecnica della citazione, dimostrando come certe opere di finzione siano davvero dure a morire nel nostro immaginario.
Ecco quindi che Stranger Things, pur puntando essenzialmente sui millennials, finisce inevitabilmente per attrarre un pubblico di trentenni che in quegli anni dell’ambientazione ha vissuto e che non può che provare un pizzico di nostalgia.

La serie tv dei Duff si rende un prodotto di nicchia, non senza una punta di pretenziosità, ma se alcuni possono restare sconvolti da una certa assenza di originalità, il successo della serie non fa che confermare che lo sguardo rivolto al passato sia una caratteristica vincente.
D’altronde, è proprio il revival il tratto saliente di questa ultima stagione della serialità e, a detta di quanto ci è stato anticipato, sarà anche al centro del nuovo ciclo che inizierà il prossimo inverno.

Esiste però un limite alla citazione? Stranger Things ci insegna di no, perché se usata con criterio essa si tramuta in un potente dispositivo che crea un ponte tra prodotti e istanze, per dar vita a una interpretazione collettiva che sovrasta i paletti della creatività individuale.

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