Six Feet Under: un evergreen

6 giugno 2016, In: News

Dopo 15 anni dal suo debutto, Six Feet Under, la serie tv americana targata HBO e nata da un’idea di Alan Ball, non smette di fare proseliti e di emozionare chi se l’è già guardata e riguardata.
Nonostante il tempo passi (la prima puntata è stata trasmessa il 3 giugno 2011), infatti, è difficile trovare un telefilm che tocchi lo stesso suo livello di perfezione.

Dopo il successo di American Beauty e prima dell’avventura di True Blood, Alan Ball ha creato una serie tanto complessa e ben congegnata quanto provocatoria, che narra, nell’arco di 5 stagioni e 63 episodi, la storia di tre fratelli.
A causa della morte del padre, Nathaniel Fisher, i tre si trovano a gestire l’impresa di pompe funebri della famiglia, un contesto questo in cui incomprensioni, drammi e silenzi di susseguono per poi culminare nella celebrazione della vita in tutti i suoi aspetti.

La serie è stata anche insignita di numerosi premi, tra Emmy Awards e Golden Globes, mentre il Times non ha esitato ad annoverarla tra i 100 migliori telefilm che siano mai stati mandati in onda.
Six Feet Under, infatti, descrive in maniera assolutamente realistica, quello che è il legame tra la vita e la morte.

Six Feet Under, vanta anche, inoltre, uno dei finali più apprezzati della storia delle serie tv.
Come ha detto Alan Ball: “Che altro avremmo potuto fare? La fine dei Fisher è la conclusione perfetta di Six Feet Under”.
Queste, infatti, sono state le parole del creatore in merito al dodicesimo episodio della serie dal titolo Everyone’s Waiting, sottintendendo che tutti nasciamo e moriamo, senza che i Fisher facciano eccezione.
Per questo, Michael C. Hall, che interpretava Derek Fisher nella serie ha affermato: “Non ho mai visto qualcosa di così sorprendentemente ovvio e soddisfacente. È come un’onda che continua a travolgere chiunque lo guardi”.

Nonostante siano passati più di 10 anni dalla messa in onda del finale, la conclusione di Six Feet Under commuove ancora a ogni visione, complice anche l’accompagnamento di Breathe Me di Sia.

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