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Scream: la recensione della stagione 2

22 agosto 2016, In: News

Sono ben 20 anni che il titolo Scream è divenuto non solo un marchio di fabbrica, ma una vera e propria garanzia di macabro divertimento.
Quella di Scream è una saga cui il creatore Wes Craven (assieme a Kevin Williamson e Ehren Kruger) ha fatto funzionare per ben 4 pellicole.
L’ultima, dal titolo SCRE4M, è uscita nel 2004 e oggi, con l’arrivo di Netflix, se la sua mania non è ancora sopita, il testimone è passato al piccolo schermo.
Nel giugno 2015, infatti, è uscita la prima stagione della serie Scream dal carattere sperimentale e intrigante.
Le dinamiche più classiche si sono qui unite a tempi di racconto più dilatati e dettagliati, creando il consenso del pubblico e della critica.
Non ha tardato ad arrivare anche una seconda stagione: lasciato da parte l’assassino degli episodi del debutto, l’erede diretto di Brandon James (killer per antonomasia al cinema), un altro evento sconvolge l’universo di Scream.
La seconda stagione, che conta ben 2 episodi in più della precedente (per un totale di 12 puntate), vede una struttura e un set invariati.
Ancora una volta siamo nella scuola superiore di Lakewood ma i sei personaggi principali però ci si presentano sin da subito come diversi rispetto al passato.
Profondamente scossi da quello che è accaduto pochi mesi addietro, sono più circospetti, più maturi e con i nervi costantemente tesi, pronti a difendersi da qualsiasi evenienza.
Il risultato? Audrey è portato ad accoltellare un ragazzo della scuola che voleva solo farle uno scherzo (sebbene di pessimo gusto) fingendo di essere un novello assassino.
È dunque da qui che si riparte, dall’insicurezza psicologica generale, con una Emma che torna forse troppo in fretta da una terapia intensa, un Noah che diffida persino della sua ombra e non smette di indagare con il suo podcast, con Brooke che si è fatta sempre più fragile e stanca.
Questo disegno generale ci fa apparire immediatamente questa seconda stagione come caratterizzata da toni più cupi della prima.
Ansia e ridondanze sono il leit motiv di Scream 2 e dimostrano che la soluzione più semplice non sempre è quella più giusta da mettere in atto.

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