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Preacher: la nostra recensione

25 maggio 2016, In: News

Preacher è una delle serie a fumetti targata Vertigo (della casa madre DC Comics) che ha riscosso maggior successo, godendo anche del supporto di grandi nomi come il romanziere Stephen King.
Pubblicato dal 1995 al 2000, non solo ha fatto registrare record di vendite, ma ha anche fatto sì che  Garth Ennis e Steve Dillon si imponessero come gli autori più talentuosi del mercato fumettistico di quel quinquennio.

Al crocevia tra i generi horror, supernatural e drammatico, con un pizzico di black comedy che non guasta mai, il fumetto trattava temi scottanti, e per questo sembrava che un adattamento cinematografico o per il piccolo schermo sarebbe stato impossibile.

Contro ogni pronostico, alla fine, ci sono stati dei coraggiosi che hanno preso questo fumetto tra le mani per farne qualcosa di più: stiamo parlando di Seth Rogen ed Evan Goldberg, in qualità di attori, sceneggiatori, registi, produttori.
Sono stati loro a proporre Preacher al network americano AMC (famoso per The Walking Dead che è diventato ormai un fenomeno do culto) e lo scorso 22 maggio, finalmente il pilot è stato mandato in onda.

Il principale punto di forza del pilot di Preacher risiede prettamente nel suo riuscire a rimanere fedele all’originale cartaceo, pur tradendone alcuni tratti.
La formazione dei personaggi è quasi immutata, rispetto a quella del fumetto: troviamo Jesse Custer, il predicatore affannato che vive in una piccola comunità texana, fuma, alza il gomito e si caccia in mille risse da bar; poi c’è Cassidy, un vampiro d’oltreoceano violento e sboccato e Tulip O’Hare, una ragazza determinata e astuta che sa anche usare le armi da fuoco con una certa destrezza; compare pure Arseface, un ragazzino molto problematico il cui passato non è ancora noto.

Anche i lavori di casting, a giudicare da questo primo episodio, sono stati fatti davvero con grande meticolosità.

Lo spirito del fumetto, poi, è rimasto immutato: niente censure o edulcorazioni, il linguaggio senza mezzi termini si sposa con un’ambientazione che richiama le atmosfere del western decadente e che lascia ampio spazio alla violenza esasperata alla Quentin Tarantino.

Questo primo episodio ci ha presentato i personaggi e l’ambientazione, non resta che aspettare il prossimo per entrare nel vivo delle vicende!

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