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Gli USA sul piccolo schermo: The Americans & Co.

29 aprile 2016, In: News

Serie tv come The Americans, House of Cards o The Newsroom sono diventate oggetto di culto per un motivo che stenterete a immaginare: ritraggono la crisi morale d’oltreoceano meglio di ogni altro mezzo.
Più di un qualsiasi articolo o saggio di geopolitica, esse portano sul piccolo schermo tutte le fragilità di una grande potenza che ha dato tanto e, approdata nel XXI secolo, si rivela ormai esausta.
Anche le élite che vengono presentate in azione sembrano avere le ossa rotte.

Tutto questa accade perché alle serie tv è stata attribuita universalmente non soltanto la dignità culturale che prima era appannaggio della sola opera letteraria, ma persino una doppia funzione.
Sarebbe proprio quest’ultima a costituirne la caratteristica principale: ovvero quella di essere una cartina di tornasole del nuovo soft power americano e quella di rendersi un vero e proprio strumento di auto-analisi su scala collettiva.

Per dirla con le parole del politologo Dominique Moïsi, è davvero affascinante “notare come l’America usi la denuncia delle sue debolezze per invadere l’immaginario del pubblico, proprio nel momento in cui non ha più la volontà o i mezzi per essere il gendarme del mondo”.

Non riuscendo più a incantare il pubblico con la favola del Bene e del Male che si trova sempre da qualche altra parte, le serie tv a stelle e strisce hanno iniziato a incentrarsi sui personaggi “cattivi”, facendoli diventare i nuovi beniamini.
È questo il caso di Dexter o Walter White, che si trasformano un alter ego dei telespettatori stanchi di essere abbindolati dalle ideologie.

Gli Stati Uniti sono ora pronti ad ammettere i loro punti deboli anche in relazione alla Guerra Fredda, come accade in The Americans, uno show ambientato in quel turbolento periodo che vede come protagoniste due spie sovietiche.
Come dice una delle attrici protagoniste di The Americans, attraverso gli episodi si evince come: “Per gli americani è sempre tutto bianco o nero, tutto giusto o sbagliato, mentre la cultura e la sensibilità russe si alimentano d’innumerevoli sfumature di grigio”.

Non resta che aspettare quale altro telefilm produrrà questo mea culpa americano!

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